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pignoramento prima casa roma

Il Fondo Salva Casa art. 41 bis d.l. 124/2019

Il Fondo Salva Casa art. 41 bis d.l. 124/2019

  • Di cosa si tratta
  • Quali sono le condizioni per l’accesso
  • Come fare la domanda
  • Intervento di garanti
  • La garanzia di assistenza
  • La sospensione dell’esecuzione

Il fondo salva casa consente la possibile rinegoziazione del mutuo in stato di insolvenza qualora sia stato sottoscritto per l’acquisto della prima casa da un soggetto qualificato come consumatore ovvero di una persona che non agisce per motivi relativi all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale svolta.

Il soggetto richiedente non potrà aver già fatto ricorso alla procedura prevista dalla legge n. 3 del 2012 relativa alla crisi da sovraindebitamento

Il creditore dovrà essere un esercente di attività bancaria, quindi oltre alla stessa banca che ha rilasciato il mutuo originario potrà essere anche una banca surrogata o una società veicolo cha ha acquistato il credito.

Il mutuo dovrà avere una garanzia ipotecaria di primo grado.

Non possono essere presenti nella procedura esecutiva altri creditori oltre alla banca mutuataria o quella surrogante o alla società veicolo, quindi un unico creditore procedente.

Il debitore dovrà necessariamente aver rimborsato almeno il 10% del capitale finanziato con il mutuo.

possono essere ammesse le richieste esclusivamente per i pignoramenti notificati tra le date comprese tra il 1° Gennaio 2010 e il 30 Giugno 2019.

Il termine perentorio per la presentazione della domanda è il 31 dicembre 2021

Il debito non deve eccedere la somma di euro 250.000,00

L’importo rinegoziato o rifinanziato non può essere inferiore al 75% del prezzo base stabilito per la vendita all’asta della casa e deve comprendere anche le spese sostenute dal creditore per l’avviamento della procedura giudiziaria.

Il rimborso dovra avvenire al massimo in 30 anni.

Se il debitore non ha sufficienti garanzie per far accettare la richiesta di rinegoziazione o rifinanziamento dalla banca questa potrà erogare il finanziamento ad un parente o affine al quale il giudice emetterà un decreto di trasferimento dell’immobile con vincolo di diritto legale di abitazione per 5 anni a favore del debitore.

Il debitore qualora il nuovo finanziamento risulti in regola con i pagamenti, potrà richiedere entro la scadenza di 5 anni chiedere la retrocessione della proprietà immobiliare ed accollarsi il debito residuo manlevando il parente o affine.

Le imposte di registro ipotecarie e catastali per il decreto di trasferimento e per la successiva retrocessione saranno forfrttarie nella misura di euro 200,00 per ciascuna delle due formalità.

Il finanziamento o la rinegoziazione potranno beneficiare della garanzia rilasciata dal Fondo di assistenza per la prima casa nella misura del 50% del capitale richiesto.

Il giudice dell’esecuzione potrà sospendere la procedura esecutiva per sei mesi su istanza congiunta del debitore e del creditore.

Il creditore procedente esamina la capacità reddituale del debitore ma a prescindere da questa non ha comunque nessun obbligo di accettare la rinegoziazione richiesta dal debitore.

Neanche una diversa banca alla quale il debitore rivolga la richiesta del finanziamento è sottoposta all’obbligo di concederlo.

Commento:

Appare di tutta evidenza quanto sia nella realtà di difficile applicazione questa norma che pone al debitore una serie di barriere molto difficili da superare a tutto vantaggio della banca mutauataria o di una diversa interpellabile che hanno piena facoltà di rigettare la richiesta.